Il calore della natura

 
 

Domande Frequenti

Che cos'è il pellet?

Il pellet è un combustibile naturale ricavato dal legno. Esso viene ottenuto attraverso delle semplici lavorazioni meccaniche, sottoponendo la segatura del legno finemente lavorata, ad altissime pressioni (ca. 300 bar). Il materiale viene poi contemporaneamente fatto passare attraverso una filiera con fori di dimensioni di 6-8 millimetri ed il calore sprigionato durante queste fasi di lavorazione, attiva l'effetto legante della lignina, una sostanza naturale presente nel legno, che ne determinerà poi la compattezza e la sua caratteristica forma a cilindro nel tempo. Ha un alto potere calorifico e, grazie alla forma pressoché regolare, è adatto all'uso in caldaie o stufe a caricamento automatico ed è facile da trasportare e stoccare. Essendo ricavato da alberi appositamente coltivati, risulta uno dei combustibili più ecologici esistenti in quanto l'anidride carbonica (CO2) emessa durante la combustione è la stessa che la pianta ha assorbito nel corso della sua vita. Legno e pellet sono considerati fonti rinnovabili di energia che consentono una combustione pulita e tale da non alterare il delicato equilibrio biologico del nostro pianeta. Inoltre trarre energia dalle biomasse permette di ridurre la dipendenza dalle fonti di natura fossile come il petrolio.

Come riconosco il pellet di qualità?

In generale il pellet migliore è quello ottenuto dal legno vergine di Faggio e Abete, deve avere un colore chiaro o "bianco" o giallo paglierino, deve riportare sulle confezioni le etichette in cui sono descritte tutte le caratteristiche del prodotto (potere calorifico, luogo di provenienza, ecc...), le varie certificazioni di qualità secondo le normative internazionali come la DIN 51731, la O"NORM M 7135, la DINplus e la ENplus A1. Il pellet deve avere forma e misure regolari e corrispondenti a quelle indicate sulle confezioni, non ci devono essere eccessivi residui di segatura e il pellet deve essere liscio, compatto e lucido. Più il pellet è scuro, più si deve prestare attenzione, ma questo non vuol dire che il pellet non sia di qualità. C'è da dire comunque che le stufe a pellet vengono tarate e regolate ipotizzando un loro utilizzo con i pellet più diffusi (quelli chiari di Faggio e Abete), utilizzando pellet diversi si possono riscontrare dei malfunzionamenti e rese minori, causate da un maggiore residuo sia nel braciere, sia nei condotti fumo. A questo punto si dovranno regolare le stufe per ottenere risultati il più possibile simili ai pellet “chiari”.

Conviene cambiare spesso tipo di pellet?

No, in quanto potrei essere costretto a chiamare il centro d'assistenza per ri-parametrizzare la scheda riguardo la caduta di pellet nel crogiolo e la ventilazione dell'estrattore fumi. In genere quando ci si trova bene con un pellet riguardo i consumi, la resa e la pulizia, si dovrebbe continuare con quello.

La canna fumaria in una idrostufa a pellet: come deve essere fatta?

La canna fumaria e la sua installazione sono di fondamentale importanza per il funzionamento, la pulizia e la resa di un'idrostufa a pellet. La norma che regola tutto questo è la UNI 10683, ma a volte, come nel nostro caso, vi sono delle restrizioni ancora maggiori suggerite dal produttore riguardo l'installazione. Sotto elenchiamo alcuni consigli che dovrebbero comunque essere rispettati sempre onde evitare malfunzionamenti e problemi relativi con la garanzia e la prima accensione. La canna fumaria:

  • deve essere unica. Ogni stufa deve avere la propria canna fumaria.
  • Avere altezza e sezione (non minore di Ø 80 mm) tali da creare sufficiente depressione (12± 2 Pa) a freddo.
  • Avere un andamento quanto più possibile verticale, che riduca al minimo i cambi di direzione utilizzando per essi curve a 45°.
  • Non deve avere tratti orizzontali (Max 1 metro) e le curve a 90° di conseguenza. Nel caso vi siano tratti orizzontali essi devono avere un'inclinazione minima del 5%.
  • Avere sezione possibilmente rotonda, in quanto è quella che facilita di più lo scorrimento dei fumi.
  • Avere le pareti interne lisce ed impermeabili, nonché essere fatte con materiali resistenti all'azione corrosiva della condensa acida dei fumi ed a temperature dei fumi fino a 300°C (acciaio Inox).
  • Deve essere coibentata, ossia termicamente isolata, per mantenere la temperatura dei fumi alta per evitare condensa e perdita di tiraggio.
  • Deve essere provvista sulla sommità di un comignolo che consenta la fuoriuscita dei fumi con venti da tutte le direzioni ed inoltre non deve permettere penetrazione di agenti atmosferici, quali pioggia, grandine, neve, ecc.
  • Nel caso di canna fumaria pre-esistente, di sezione circolare con diametro maggiore di 100 mm o rettangolare, la canna fumaria uscente dalla stufa deve essere intubata in essa fino alla sommit.
  • Nel caso di lunghezza superiore ai 4 metri, la canna fumaria deve partire con scarico a T direttamente dalla stufa con diametro di 100 mm e mantenere la stessa sezione fino alla sommità.
  • Deve essere comunque e sempre ispezionabile, scovolabile ed essere fornita di scarico condensa sempre aperto.

Il vetro si annerisce subito: cos'è successo?

Nel caso in cui il vetro si sporcasse entro breve tempo dall'ultima pulizia di quest'ultimo, bisogna ricercare la causa in un cattivo tiraggio. Se questo tipo di problema non si fosse mai presentato il tutto è da imputare alla canna fumaria, che ne è pressoché priva. Se tale disguido si fosse presentato dopo ore di funzionamento, allora esso è imputabile alla sporcizia che ha intasato: o i condotti fumo, od il vano ventilatore o la canna fumaria stessa. A sua volta tutto ciò si sarà verificato a causa di tiraggio comunque non sufficiente a smaltire tutto il combustibile nel braciere; la coclea presumibilmente scaricherà troppo pellet nel bruciatore in quanto lo stesso pellet è molto tenero e magari anche scuro; il pellet potrà contenere anche residui sabbiosi ricchi in silicio che vetrificano e formano alla base del braciere il clinker (mattonella) che ostruirà i fori dell'aria primaria. Non ultime né tanto meno importanti come cause possono essere delle perdite di prevalenza dell'estrattore fumi dovute ad esempio a cattiva tenuta dello sportello, del cappello fumi e della piastra del ventilatore che deve aderire perfettamente al corpo stufa.

Qual è la pulizia ordinaria da effettuare sulle idrostufe a pellet?

Per effettuare la pulizia ordinaria è sufficiente estrarre il cassetto cenere assieme al crogiolo ed aspirare accuratamente entrambi. Questo tipo di pulizia va effettuata all'occorrenza, anche quotidianamente. Ci si accorge facilmente guardando il crogiolo, che non sia intasato, ed il cassetto, che non sia pieno. Dipende molto dalla qualità del pellet utilizzato e dal tiraggio della canna fumaria.

Qual è la pulizia straordinaria da effettuare sulle idrostufe a pellet?

Una volta all'anno è opportuno far pulire la canna fumaria da tecnici specializzati o C.A.T. prima dell'inizio della nuova stagione, quando la stufa è ferma, come d'altronde per le caldaie a gas. Questo per garantire sempre un'elevata resa e un funzionamento in totale sicurezza.

La nostra idrostufa ha vari livelli di potenza. Se la tengo sempre al minimo risparmio combustibile?

Apparentemente si, in realtà non è così. Essendo la nostra stufa modulante con la temperatura dell'acqua, quando questa raggiunge il valore fissato, anche se si trova alla potenza massima, scende alla potenza minima e si regola al minimo per mantenere l'acqua nell'intervallo di temperatura di mandata prefissato. Nel caso la temperatura di mandata dell'acqua scendesse sotto una certa soglia l'idrostufa riparte al massimo per poi riportarsi al minimo di nuovo. In sostanza non è conveniente tenere la stufa al minimo in quanto si rischia di non riscaldare a dovere l'acqua, di sporcare di più la stufa e di creare condensa in canna fumaria in quanto la temperatura dei fumi è molto più bassa.

È vero che si consuma più energia facendo accendere e spegnere la stufa più volte al giorno?

Ricordiamo che il pellet è in sostanza legna e che le stufe a legna generalmente non si accendono varie volte al giorno. Anche se le nostre idrostufe a pellet hanno un controllo elettronico ed automatico, e possono essere gestite da un termostato ambiente è comunque evidente che ad ogni accensione vi è un consumo di energia (pellet ed elettricità) maggiore che in fase di lavoro. Così come ad ogni spegnimento quando l'estrattore fumi gira al massimo. A questo punto alla domanda si può rispondere sostanzialmente sì.

È importante dimensionare al meglio la potenza della stufa in base alla cubatura da riscaldare?

Decisamente sì. È inutile, anche controproducente, sovradimensionare l'idrostufa rispetto all'abitazione quanto sottodimensionarla. Nel primo caso sfrutteremo il generatore di calore a pellet al 50% o meno con cattive conseguenze soprattutto nella pulizia e nella manutenzione. Nel secondo caso non riusciremmo a scaldare l'abitazione. È opportuno quindi rivolgersi a tecnici specializzati che, tramite sopralluogo, visioneranno l'abitazione e l'impianto, o eventualmente direttamente ai tecnici Termovana uno che, anche telefonicamente tramite i propri centri d'assistenza autorizzati di zona, sapranno consigliare la potenza giusta dell'idrostufa.